Netanyahu a Washington
Obama rassicura Bibi, ma non lo convince con le sue “linee rosse”
Con l’intervista a Jeffrey Goldberg dell’Atlantic e l’intervento alla conferenza dell’Aipac – la più importante lobby pro Israele – Barack Obama ha rassicurato pubblicamente Israele. Il presidente ha rigettato la politica del “contenimento” iraniano, ha spiegato che impedire a Teheran di ottenere la Bomba ha a che fare con la sicurezza nazionale americana e non soltanto con la logica delle alleanze.
6 AGO 20

New York. Con l’intervista a Jeffrey Goldberg dell’Atlantic e l’intervento alla conferenza dell’Aipac – la più importante lobby pro Israele – Barack Obama ha rassicurato pubblicamente Israele. Il presidente ha rigettato la politica del “contenimento” iraniano, ha spiegato che impedire a Teheran di ottenere la Bomba ha a che fare con la sicurezza nazionale americana e non soltanto con la logica delle alleanze, ha detto che l’opzione militare potrà essere messa in pratica qualora tutte le misure alternative (diplomazia, ma soprattutto sanzioni) provassero definitivamente la loro inconcludenza. Allo stesso tempo ha spiegato che le “parole in libertà sulla guerra” fanno il gioco dell’Iran e ha fatto capire che c’è una certa differenza fra le “capacità nucleari” e l’effettiva costruzione di un ordigno: la prima è condizione sufficiente per autorizzare uno strike secondo Gerusalemme, mentre Washington basa le sue decisioni sullo stato del programma bellico.
Ieri Obama ha incontrato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, il quale poi ha fatto il suo intervento all’Aipac.
Ieri Obama ha incontrato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, il quale poi ha fatto il suo intervento all’Aipac.
La riservatezza dell’incontro sottolinea la doppia velocità della politica obamiana, fatta di empatia a microfoni accesi e franchi colloqui con un partner con il quale non ha mai trovato sintonia. Le divergenze fra i due sono sul fattore temporale e sulle “red lines”: “Potrebbero trovare punti in comune sulla strategia, ma il problema è che hanno due orologi diversi”, ha detto una fonte della Casa Bianca alla Reuters. Netanyahu sostiene che l’Iran ha già varcato la linea rossa, la soglia oltre la quale scatta la reazione dura, e secondo diversi analisti il premier cerca di ottenere non già il permesso di attaccare i siti nucleari iraniani, ma una valutazione delle conseguenze di un’azione unilaterale. Per Obama, soldato riluttante di fronte alle intenzoni dell’alleato, le linee rosse sono molto più labili. Dicendo che “Israele deve rimanere padrone del suo destino” Netanyahu rivendica il diritto di Israele ad agire anche senza il consenso di Washington e l’ex negoziatore Aaron David Miller sul quotidiano Politico spiega che i leader stanno evitando tatticamente uno scontro pubblico “che nessuno dei due può permettersi”.